Vitellone Bianco Dell’Appennino Centrale IGP
IL PRODOTTO
Con la terminologia Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale si vogliono indicare tre razze di bovini che per similitudine evolutiva e omogeneità delle zone di allevamento si considerano affini: la Chianina, la Marchigiana e la Romagnola. Le tre razze si rassomigliano per caratteristiche morfologiche comuni e per prestazioni produttive - in particolare per la precocità nelle caratteristiche di accrescimento e nella resa al macello. A renderle note è soprattutto l'eccellente qualità delle loro carni, notoriamente magre, gustose ed a basso contenuto di colesterolo. Chianina, Marchigiana e Romagnola hanno una storia agricola comune che ha avuto il suo apice all'epoca della mezzadria. Formate nella tipica azienda mezzadrile collinare dell'Italia centrale, dove venivano utilizzate principalmente per il lavoro nei campi, data la loro naturale robustezza (è il bovino più grande del mondo) dalla metà dell'800 sono state altresì impiegate come razze da carne. Per tutte queste affinità si è giunti nei secoli a considerarle come un unico tipo animale, Vitellone Bianco dell'Appennino centrale. E' il sistema di allevamento tradizionale a garantire la qualità e la tipicità della sua carne. Non si tratta di allevamenti in serie ma di piccole aziende dove il bovino è ancora oggi parte integrante delle risorse aziendali.
LA ZONA DI PRODUZIONE
La zona di produzione e' rappresentata dai territori delle seguenti province: Bologna, Ravenna, Forlì, Rimini, Pesaro, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Teramo, Pescara, Chieti, L'Aquila, Campobasso, Isernia, Benevento, Avellino, Frosinone, Rieti, Viterbo, Terni, Perugia, Grosseto, Siena, Arezzo, Firenze, Prato, Livorno, Pisa.
Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, d’intesa con il Consorzio di Tutela e con gli Assessorati regionali all’agricoltura interessati, ha suggerito alcune variazioni da apportare al disciplinare di produzione dell’I.G.P. “Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale”. Le modifiche proposte dal Consorzio attengono al territorio interessato (per la Campania viene ad essere inserita l’intera area montana della provincia di Caserta), al sistema di alimentazione dei vitelloni ed alle tecniche ammesse successivamente alla macellazione.